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	<title>Terra di Bari &#8211; Amore Di Puglia</title>
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	<title>Terra di Bari &#8211; Amore Di Puglia</title>
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		<title>Casamassima, la città in Puglia dipinta di azzurro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Melissano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 19:00:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Casamassima, il &#8220;Paese Azzurro&#8221;, si presenta come un autentico gioiello della Puglia, incastonato tra le meravigliose Murge Baresi. Le sue stradine bianche, realizzate in pietra calcarea, sono fiancheggiate da abitazioni dipinte di un intenso azzurro, che quasi ricordano le sfumature di Chefchaouen, meglio nota come la perla blu del Marocco. Una tradizione che risale al &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/casamassima-la-citta-colorata-di-azzurro/"> <span class="screen-reader-text">Casamassima, la città in Puglia dipinta di azzurro</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Casamassima, il &#8220;Paese Azzurro&#8221;, si presenta come un autentico gioiello della Puglia, incastonato tra le meravigliose Murge Baresi. Le sue stradine bianche, realizzate in pietra calcarea, sono fiancheggiate da abitazioni dipinte di un intenso azzurro, che quasi ricordano le sfumature di <strong>Chefchaouen</strong>, meglio nota come la perla blu del Marocco. Una tradizione che risale al XVII secolo quando il signore Michele Vaaz decise di colorare le case come segno di devozione verso la Madonna di Costantinopoli.</p>
<p>La storia di Casamassima è ricca di leggende, tra cui quella che attribuisce la colorazione azzurra a una comunità di ebrei sefarditi che portò con sé questa tradizione. Oggi, l’amministrazione comunale incentiva il mantenimento di questo caratteristico aspetto, offrendo agevolazioni a chi sceglie di dipingere le proprie abitazioni in azzurro.</p>
<p>Il borgo è profondamente legato alla sua storia, con luoghi emblematici come la Porta dell’Orologio e la Chiesa Matrice di Santa Croce, che custodisce opere d&#8217;arte preziose. I &#8220;chiassi&#8221;, piccoli vicoli ciechi, aggiungono un fascino unico al luogo, alcuni dei quali, come il Chiasso delle Ombre, sono avvolti da storie di fantasmi.</p>
<p>La gastronomia di Casamassima riflette le tradizioni contadine pugliesi, con piatti tipici come le orecchiette con cavoli e acciughe, e i cavatelli con ceci. Le festività locali, come la Pentolaccia di Carnevale e il Corteo Storico di Corrado IV di Svevia, rappresentano perfettamente l&#8217;amore degli abitanti per le loro tradizioni.</p>
<p>Visitare Casamassima significa immergersi in un&#8217;atmosfera magica, dove il bianco delle pietre e l&#8217;azzurro dei muri creano un contrasto affascinante, rendendo questo borgo un angolo di Puglia da non perdere.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Andria, la città fedele all&#8217;Imperatore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Melissano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Mar 2025 14:45:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con una popolazione che si aggira intorno ai 96mila abitanti, la città capoluogo della provincia di BAT (Barletta-Andria-Trani) è rinomata per il suo ricco patrimonio storico e culturale. Le origini di Andria affondano le radici nel neolitico. Nel corso dell&#8217;età del bronzo, gli abitanti di Andria si stabilirono in strutture cilindriche con tetti conici, simili &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/andria-la-citta-fedele-allimperatore/"> <span class="screen-reader-text">Andria, la città fedele all&#8217;Imperatore</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con una popolazione che si aggira intorno ai 96mila abitanti, la città capoluogo della provincia di BAT (Barletta-Andria-Trani) è rinomata per il suo ricco patrimonio storico e culturale.</p>
<p>Le origini di Andria affondano le radici nel neolitico. Nel corso dell&#8217;età del bronzo, gli abitanti di Andria si stabilirono in strutture cilindriche con tetti conici, simili ai trulli che conosciamo oggi. I reperti archeologici, tra cui numerosi tumuli sepolcrali, sono stati scoperti nelle zone di contrada S. Barbara, S. Lucia e Castel del Monte.</p>
<p>Intorno al 1000 a.C., gli Iapigi si insediarono nella regione della Puglia, seguiti nell&#8217;VIII secolo a.C. dai Peucezi. La nascita di un primo agglomerato urbano viene attribuita all&#8217;arrivo degli Ellenici, che fondarono Netium, una città greca menzionata da Strabone nella sua &#8220;Geografia Universale&#8221;. Netium divenne un rifugio per profughi che scapparono dalla devastazione di Canne nel 216 a.C., durante la seconda guerra punica. Alcuni dei suoi abitanti si spostarono verso sud, dove fondarono una nuova città, Juve-Netium, che oggi conosciamo come Giovinazzo.</p>
<p>Nel 44 d.C., l&#8217;apostolo Pietro, durante il suo viaggio verso Roma, evangelizzò Andria, che circa nel 492 d.C. divenne sede vescovile sotto papa Gelasio I.  Nel 1046, Andria venne sottratta al dominio bizantino da Pietro il Normanno, che, insieme a Trani e ad altri centri come Barletta e Bisceglie, la trasformò in una città fortificata.</p>
<p>Nel XIII secolo, Andria si mantenne fedele al dominio svevo e divenne la residenza di Federico II, che fece costruire il celebre Castel del Monte, oggi Patrimonio dell&#8217;Umanità. Di ritorno dalla sesta crociata, Federico II fece incidere sulla porta Sant&#8217;Andrea una celebrazione della fedeltà della città, esprimendo così il suo legame con Andria.</p>
<p>Federico II ebbe un figlio, Corrado IV, nato ad Andria nel 1228, dal matrimonio con Jolanda di Brienne, regina di Gerusalemme, che morì giovanissima.</p>
<p>Il centro storico di Andria è un labirinto affascinante di strade e vicoli, che custodiscono monumenti e architetture di grande pregio. Tra i luoghi di interesse, vi sono il Chiostro Medievale di San Francesco, un esempio di architettura religiosa che rispecchia la storia monastica della città. Il Palazzo Comunale, originariamente un convento francescano, fu ristrutturato per diventare sede del comune dopo la sesta crociata, per volere dello stesso imperatore Federico II.<br />
La Porta Sant&#8217;Andrea (Arco di Federico II) realizzata nell&#8217;XI secolo, questa porta è stata adornata con epigrafi dedicate alla fedeltà della città.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15365" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/03/TEMPLATE-FIRMA-FOTO_2-copia-4-1024x683.jpg" alt="TEMPLATE FIRMA FOTO 2 copia 4" width="439" height="293" title="Andria, la città fedele all&#039;Imperatore 2" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/03/TEMPLATE-FIRMA-FOTO_2-copia-4-1024x683.jpg 1024w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/03/TEMPLATE-FIRMA-FOTO_2-copia-4-300x200.jpg 300w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/03/TEMPLATE-FIRMA-FOTO_2-copia-4-768x512.jpg 768w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/03/TEMPLATE-FIRMA-FOTO_2-copia-4-1536x1024.jpg 1536w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/03/TEMPLATE-FIRMA-FOTO_2-copia-4-2048x1365.jpg 2048w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/03/TEMPLATE-FIRMA-FOTO_2-copia-4-18x12.jpg 18w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/03/TEMPLATE-FIRMA-FOTO_2-copia-4-600x400.jpg 600w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/03/TEMPLATE-FIRMA-FOTO_2-copia-4-48x32.jpg 48w" sizes="(max-width: 439px) 100vw, 439px" /></p>
<p>La Torre dell&#8217;Orologio, edificata durante il dominio di Francesco II del Balzo ed il Palazzo Ducale, un&#8217;imponente residenza fortificata che ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli.</p>
<p>Una delle peculiarità di Andria è la sua rete di sotterranea, che comprende antiche abitazioni medievali, grotte e stanze murate in pietra, visitabili in occasioni speciali. Inoltre, la città ospita musei significativi, tra cui il <a href="https://www.amoredipuglia.it/il-museo-diocesano-san-riccardo-di-andria/">Museo Diocesano</a>, con opere di artisti come Antonio Vivarini e <a href="https://www.amoredipuglia.it/tuccio-di-andria-il-pittore-del-rinascimento-pugliese/">Tuccio di Andria</a>, e il <a href="https://www.amoredipuglia.it/il-museo-del-confetto-di-andria-una-chicca-da-non-perdere/">Museo del Confetto &#8220;Giovanni Mucci&#8221;</a>, dedicato alla tradizione dolciaria locale.</p>
<p>Il fiore all&#8217;occhiello del patrimonio artistico di Andria è la Cattedrale del del XII secolo che custodisce le reliquie di San Riccardo e altre importanti reliquie, tra cui la Sacra Spina di Gesù. Il campanile è stato eretto su una torre longobarda del VII secolo.<br />
La Chiesa di San Domenico, con un portale rinascimentale e un campanile barocco, al suo interno si trova il busto del duca Francesco II del Balzo, attribuito a Francesco Laurana.<br />
La Chiesa di Sant&#8217;Agostino (XIII secolo), originariamente costruita dai Cavalieri Templari, subì diverse ristrutturazioni nel corso dei secoli. Importante luogo di culto è il Santuario di Santa Maria dei Miracoli, un complesso architettonico sviluppato su tre livelli, con affreschi e decorazioni di grande pregio.</p>
<p>Per chi visita Andria è imperdibile una visita alla Villa Comunale &#8220;Giuseppe Marano&#8221;, uno dei principali polmoni verdi di Andria, estendendosi su un&#8217;area di 70.000 metri quadrati. Inaugurata nel 1959, la villa offre un&#8217;importante oasi di relax e svago per i cittadini e i visitatori, completando così l&#8217;offerta culturale e storica della città.</p>
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		<title>Toritto, il paese del pulicchio e della grotta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Melissano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 14:01:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Toritto è un comune italiano situato nella città metropolitana di Bari. Con una popolazione di circa 8.000 abitanti, Toritto è noto per la sua produzione di mandorle, essendo uno dei principali centri di coltivazione di questo prodotto in Italia. Fa parte del Parco Nazionale dell&#8217;Alta Murgia, caratterizzato da un paesaggio collinare e da fenomeni carsici. &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/toritto-il-paese-del-pulicchio-e-della-grotta/"> <span class="screen-reader-text">Toritto, il paese del pulicchio e della grotta</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Toritto è un comune italiano situato nella città metropolitana di Bari. Con una popolazione di circa 8.000 abitanti, Toritto è noto per la sua produzione di mandorle, essendo uno dei principali centri di coltivazione di questo prodotto in Italia. Fa parte del <a href="https://www.amoredipuglia.it/parco-naturale-dellalta-murgia/">Parco Nazionale dell&#8217;Alta Murgia</a>, caratterizzato da un paesaggio collinare e da fenomeni carsici.</p>
<p>La zona presenta anche terreni calcarei e fenomeni carsici, come il Pulicchio di Toritto e la grotta di San Martino. Quest&#8217;ultima è un sito di grande importanza storico-archeologica. Le sue origini risalgono al Paleolitico, con tracce di frequentazione risalenti a un periodo compreso tra 2,58 milioni e 10.000 anni fa. La grotta presenta un lungo corridoio principale, dal quale si diparte un braccio secondario che si riconnette al ramo principale dopo un breve tratto. Le pareti della grotta sono adornate da interessanti esempi di arte parietale, tra cui pitture in rosso, prevalentemente impronte di mano in positivo, e motivi incisi, come un profilo femminile riconoscibile. Oltre a queste testimonianze preistoriche, sono stati rinvenuti frammenti di ceramica risalenti all&#8217;età del Bronzo e alla cultura peucezia (IV secolo a.C.), insieme a resti altomedievali, che attestano un utilizzo continuativo del sito nel corso dei secoli.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter  wp-image-15287" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/4-840x505-1.png" alt="4 840x505 1" width="564" height="339" title="Toritto, il paese del pulicchio e della grotta 4" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/4-840x505-1.png 840w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/4-840x505-1-300x180.png 300w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/4-840x505-1-768x462.png 768w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/4-840x505-1-18x12.png 18w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/4-840x505-1-600x361.png 600w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/4-840x505-1-48x29.png 48w" sizes="(max-width: 564px) 100vw, 564px" /></p>
<p>Le origini di Toritto risalgono all&#8217;Alto Medioevo, con documenti storici che attestano la presenza del paese già nel IX secolo. Il nome &#8220;Toritto&#8221; potrebbe derivare dalle parole latine &#8220;torus&#8221; o &#8220;tauretum&#8221;, indicanti un&#8217;area rialzata. La storia del comune è segnata da vari eventi e donazioni a monasteri, con importanti documenti risalenti al XI secolo.</p>
<p>Il castello di Toritto ha una lunga storia di cui si conoscono solo alcuni dati, in mancanza di studi che ne chiariscano le fasi storiche di costruzione e di utilizzo. Situato in piazza Vittorio Emanuele, nel centro storico del paese, il monumento ha subito nel tempo numerose ristrutturazioni ed ampliamenti, inglobando le torri (torre normanna e torre rotonda), che risalgono ad un’epoca stimata tra il X e l’XI secolo ed erano presumibilmente pertinenti ad una struttura difensiva munita di un fossato, trasformatasi poi nel tempo in residenza gentilizia.</p>
<p>Tra il XV ed il XVI secolo per ampliare il castello furono annessi altri corpi di fabbrica costruiti direttamente sul fossato, visibili tra la piazza e via Carmine, dove si trova il ponte di pietra utilizzato come accesso all’edificio, fiancheggiato da due leoni in granito che hanno tra le zampe due panelle, testimonianza dell’epoca in cui il feudo era nelle mani della nobile casata dei Frangipane.</p>
<p>In base a quanto riportato in un documento del 1631 il castello in età barocca aveva anche funzioni produttive ed ospitava, oltre agli appartamenti residenziali delle nobili famiglie che si sono succedute nel feudo (Frangipane, Caravita, Telesio), stalle, cortili, cisterne, mulini, granai e frantoi.</p>
<p>Il Palazzo comunale di Toritto è un edificio significativo, situato in una posizione centrale che riflette l&#8217;importanza della pubblica amministrazione nella vita della comunità. Costruito nella seconda metà del XIX secolo su progetto dell&#8217;architetto Liguori Danisi, il palazzo è stato destinato a fungere da sede del Comune e da scuola elementare.</p>
<p>Toritto presenta diverse piazze e monumenti, tra cui il Palazzo marchesale, la Torre dell&#8217;Orologio e diverse chiese storiche, come la chiesa matrice di San Nicola e la chiesa della Madonna delle Grazie.</p>
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		<title>Il Museo della Civiltà Contadina di Gioia del Colle</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 13:04:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gioia del Colle ospita il Museo della Civiltà Contadina, un luogo straordinario che si trova a pochi chilometri da Bari. Questa ridente città, nota per la sua storia federiciana e per essere un importante centro degli antichi Peuceti, è famosa per il vino primitivo, l&#8217;olio extravergine e la mozzarella Gioiella. All&#8217;interno del museo, i mestieri &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/il-museo-della-civilta-contadina-di-gioia-del-colle/"> <span class="screen-reader-text">Il Museo della Civiltà Contadina di Gioia del Colle</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gioia del Colle ospita il Museo della Civiltà Contadina, un luogo straordinario che si trova a pochi chilometri da Bari. Questa ridente città, nota per la sua storia federiciana e per essere un importante centro degli antichi Peuceti, è famosa per il vino primitivo, l&#8217;olio extravergine e la mozzarella Gioiella. All&#8217;interno del museo, i mestieri di un tempo non solo sono conservati, ma sono ancora vibranti e pulsanti di vita. Anche se gli oggetti e gli strumenti sono stati cristallizzati nel loro aspetto statico, riescono comunque a raccontare storie e a riportarci indietro nel tempo, facendoci rivivere la tradizione contadina e agricola della zona.</p>
<p>Non si percepisce un&#8217;atmosfera di polvere o di rimpianto, ma piuttosto un contatto diretto con un passato ricco di operosità e vitalità, elementi che hanno contribuito a rendere Gioia del Colle una località di grande importanza e fama, grazie anche al lavoro instancabile dei suoi abitanti. Il museo, ufficialmente conosciuto come Museo Etnografico della Puglia, può essere considerato una vasta biblioteca della storia locale, una storia che non si trova scritta sui libri ma è stata raccolta, conservata e resa accessibile attraverso questa straordinaria collezione di oggetti. Questo spazio è aperto a tutti coloro che desiderano compiere un viaggio nel passato e immergersi nel sacrificio, nell&#8217;ingegno e nella grandezza delle generazioni passate.</p>
<p>Il fondatore e promotore di questo progetto è il gioiese Vito Santoiemma, un medico veterinario che ha condiviso la genesi e l’evoluzione della sua preziosa collezione trasformata in museo. La sua passione per gli asini, ereditata dall&#8217;azienda agricola del nonno materno, noto allevatore della zona, ha rappresentato il punto di partenza per la sua avventura collezionistica. Il primo pezzo della sua collezione è stato un mulino a macine di pietra, utilizzato per produrre pasti per gli asinelli. Dal nonno paterno, Stefano, che era un industriale del legno e del ferro, ha ereditato la struttura in cui è allocato il museo, insieme a macchinari antichi e all’arte del fare.</p>
<p>Dopo aver conseguito la laurea in Medicina Veterinaria, Santoiemma ha iniziato a raccogliere attrezzi di famiglia e, nel corso di trent&#8217;anni, il museo si è arricchito non solo di reperti legati a mestieri ormai scomparsi, ma anche di pezzi pregiati riguardanti la cinematografia, la tipografia, e persino il trasporto funebre con carri trainati da cavalli.</p>
<p>Il museo è organizzato in diverse sezioni. Tra gli attrezzi esposti ci sono strumenti per le attività agricole, come aratri in legno e ferro, seminatrici, falciatrici, e attrezzi per la zootecnia. Inoltre, sono presenti strumenti legati a mestieri tradizionali, come il sellaio, il maniscalco, il falegname, e molti altri. Non mancano nemmeno attrezzi di uso domestico e un vasto campionario di strumenti per la vinificazione, la distillazione del vino, l’attività casearia e molitoria, e la panificazione.</p>
<p>Un elemento di particolare interesse è la ricostruzione di una noria, un’antica attrezzatura idraulica per l’estrazione dell’acqua dai pozzi, accompagnata da un mulo in cartapesta, simbolo del lavoro svolto da questi animali. Sono stati restaurati anche diversi mulini, grazie all’intervento di tecnici specializzati, il cui lavoro è in via di estinzione e sarà utilizzato a scopo didattico per studenti e visitatori del museo.</p>
<p>Il museo non si limita solo a oggetti di uso quotidiano, ma include anche calessi, carri per il trasporto funebre, apparecchiature per l’illuminazione a energia eolica, ghiacciaie e macchine per la produzione di gelati, attrezzature fotografiche e persino una cassetta di sopravvivenza della Grande Guerra. Inoltre, sono esposti alcuni abiti tipici e complementi d’arredo che rievocano la vita contadina di un tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gioia del colle, la città sul colle fra nuvole e castelli</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 12:59:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gioia del Colle è una città affascinante situata nella provincia di Bari, a un&#8217;altezza di 360 metri sul livello del mare. La sua posizione strategica si trova nell&#8217;insellatura che divide le Murge di Nord-Ovest da quelle di Sud-Est e si erge su un banco di terreni di origine pleistocenica, circondata da una vasta area di &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/gioia-del-colle-la-citta-sul-colle-fra-nuvole-e-castelli/"> <span class="screen-reader-text">Gioia del colle, la città sul colle fra nuvole e castelli</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gioia del Colle è una città affascinante situata nella provincia di Bari, a un&#8217;altezza di 360 metri sul livello del mare. La sua posizione strategica si trova nell&#8217;insellatura che divide le Murge di Nord-Ovest da quelle di Sud-Est e si erge su un banco di terreni di origine pleistocenica, circondata da una vasta area di formazione calcarea, che le consente di beneficiare della presenza di piccole falde acquifere nel sottosuolo, fondamentali per l&#8217;agricoltura locale.</p>
<p>Nel corso della sua storia, Gioia del Colle ha visto un notevole incremento demografico. Alla fine del XVIII secolo, la popolazione si aggirava attorno a 8.000 abitanti; nel 1871, questo numero era salito a 13.094, e continuò a crescere fino a raggiungere 21.721 nel 1901 e 25.784 nel 1921, con una percentuale del 15% di popolazione sparsa. Tuttavia, il censimento del 1931 ha registrato una diminuzione, riportando solo 23.999 abitanti.</p>
<p>Gioia del Colle è rinomata come un importante centro industriale, con una varietà di stabilimenti vinicoli, molini e pastifici, oltre a fabbriche di mobili. È particolarmente famosa per la produzione di latticini, in particolare le mozzarelle, e per la lavorazione della lana. Il territorio comunale, esteso su 207 km², si caratterizza per la sua varietà di altitudini e tipi di terreno, che favoriscono una gamma diversificata di coltivazioni. Nelle aree circostanti al centro abitato si praticano coltivazioni intensive di ortaggi, grazie all&#8217;approvvigionamento delle falde freatiche, mentre nelle zone delle Murge prevalgono coltivazioni meno intensive, come i seminativi. Tra le varietà di colture tipiche della regione si trovano vigneti, uliveti e mandorleti, che si alternano a pascoli, macchie e boschi.</p>
<p>La città è ben collegata grazie a una rete di strade e ferrovie, facilitando gli spostamenti sia per i residenti che per i visitatori. Inoltre, nei dintorni si trova un campo d&#8217;aviazione, storico per essere stato il punto di partenza di G. d&#8217;Annunzio durante la Prima Guerra Mondiale per il bombardamento di Cattaro.</p>
<p>Nel centro di Gioia del Colle svetta il maestoso Castello, la cui costruzione ebbe inizio nei primi anni del XII secolo per volontà di Riccardo Siniscalco, un esponente della casa normanna degli Altavilla. Successivamente, il castello fu ristrutturato da Federico II di Svevia intorno al 1230, trasformandolo in un&#8217;imponente struttura.</p>
<p>La pianta del castello è rettangolare e presenta due tozzi torrioni quadrati sulla facciata, con una muratura solida e austera. La composizione delle bugne, caratterizzata da un fine senso delle proporzioni, conferisce alla struttura un effetto coloristico che ammorbidisce la sua robustezza. La particolarità e la bellezza del castello sono accentuate dalla grazia delle finestre e dalle saettiere, arricchite da motivi decorativi che richiamano più influenze musulmane che gotiche. Questi elementi possono essere ammirati anche nella elegante loggia e nella grande trifora che si affaccia sul vasto cortile interno.</p>
<p>Particolarmente degni di nota sono i grossi capitelli romanici situati nell&#8217;androne, firmati dagli scultori Mele da Stigliano e Finarro da Canosa, che testimoniano un elevato livello di raffinatezza artistica.</p>
<p>All&#8217;interno del museo è presente un <a href="https://www.amoredipuglia.it/il-museo-archeologico-nazionale-di-gioia-del-colle/">museo archeologico nazionale</a>.</p>
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		<title>Il Museo Archeologico Nazionale di Gioia del Colle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Melissano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 12:56:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi]]></category>
		<category><![CDATA[Terra di Bari]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Museo Archeologico Nazionale di Gioia del Colle, istituito nel 1977 con sede nel Castello normanno-svevo, accoglie nelle sue sale i reperti provenienti dagli scavi dell’antico abitato di Monte Sannace. Il Castello fa parte di quelle opere fortificate di epoca federiciana che conservano più integro l’impianto architettonico, definito dall&#8217;ampio cortile quadrangolare, dalle imponenti torre angolari &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/il-museo-archeologico-nazionale-di-gioia-del-colle/"> <span class="screen-reader-text">Il Museo Archeologico Nazionale di Gioia del Colle</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il <strong>Museo Archeologico Nazionale </strong>di<strong> Gioia del Colle</strong>, istituito nel 1977 con sede nel <strong>Castello normanno-svevo</strong>, accoglie nelle sue sale i reperti provenienti dagli scavi dell’antico abitato di <strong>Monte Sannace</strong>.</p>
<p align="justify">Il Castello fa parte di quelle opere fortificate di <strong>epoca federiciana</strong> che conservano più integro l’impianto architettonico, definito dall&#8217;ampio cortile quadrangolare, dalle imponenti torre angolari e dalle poderose cortine con paramento a conci bugnati. Situato in posizione dominante, a 360 metri sul livello del mare, fu principalmente una struttura di impianto bellico, costituita per la difesa del territorio e punto nodale di comunicazione lungo importanti strade che da Bari conducevano a Taranto, collegando l’area ionico-tarantina a quella adriatica. L’edificio è frutto di un sincretismo architettonico e artistico realizzatosi in tre periodi (prenormanno, normanno e svevo) ma anche di apporti più recenti, costituiti dagli interventi di restauro del Novecento. L’opera federiciana, comunque, rappresenta la componente principale.</p>
<p align="justify">A determinare la nascita del museo furono gli <strong>importanti ritrovamenti archeologici effettuati durante gli scavi del 1929 a Monte Sannace</strong> e, soprattutto, l’ingente quantità di reperti recuperati nelle campagne di scavo condotte tra il 1957 e il 1961. In seguito la collezione del museo si è ulteriormente arricchita con i reperti derivanti dalle ricerche effettuate nell&#8217;area archeologica in anni più recenti. Gli scavi tuttora proseguono, estesi a settori più ampi di territorio.</p>
<p align="justify">Oggi il Museo si presenta con una veste completamente rinnovata, sia per quanto riguarda i reperti in esposizione, sia per gli apparati didattici e illustrativi.</p>
<p align="justify">La collezione consiste essenzialmente in vasi recuperati nei corredi tombali e vasi di uso domestico scoperti nell&#8217;antico abitato peucezio posto a 5 km da Gioia del Colle, attualmente Parco Archeologico di proprietà statale aperto al pubblico. Si tratta di grandi olle a decorazione geometrica, brocche, <em>kantharoi </em>decorati con motivi a svastica e semicerchi penduli, ma anche di vasi attici, ionici e corinzi, che attestano la presenza di scambi e commerci tra la popolazione indigena peucezia e le genti greche.</p>
<p align="justify">Nel periodo estivo il Castello è anche sede di spettacoli e manifestazioni artistiche che consentono un migliore inserimento della struttura nel tessuto sociale e culturale cittadino.</p>
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		<title>Museo dell&#8217;Uomo di Altamura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Melissano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 11:34:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Terra di Bari]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Museo dell&#8217;Uomo di Altamura si trova negli spazi del Palazzo Baldassarre,un edificio costruito tra la fine del XVI secolo e l&#8217;inizio del XVII secolo. Nel corso dei secoli, la famiglia Baldassarre ha apportato numerose modifiche all&#8217;edificio, adattandolo alle esigenze del periodo. Tuttavia, le informazioni riguardanti le diverse fasi di costruzione e le successive trasformazioni &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/museo-delluomo-di-altamura/"> <span class="screen-reader-text">Museo dell&#8217;Uomo di Altamura</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Museo dell&#8217;Uomo di Altamura si trova negli spazi del Palazzo Baldassarre,un edificio costruito tra la fine del XVI secolo e l&#8217;inizio del XVII secolo. Nel corso dei secoli, la famiglia Baldassarre ha apportato numerose modifiche all&#8217;edificio, adattandolo alle esigenze del periodo. Tuttavia, le informazioni riguardanti le diverse fasi di costruzione e le successive trasformazioni dell&#8217;edificio sono piuttosto scarse. Ciò che è evidente, però, è la disomogeneità della struttura, visibile attraverso le diverse tecniche e materiali utilizzati, oltre ai vari apparati decorativi, e alle innumerevoli tracce di aperture e chiusure di vani.</p>
<p>Le figure più celebri della famiglia Baldassarre furono i fratelli Michele e Giuseppe, i quali, per il loro coraggio e il loro impegno, hanno dato il nome a una delle vie adiacenti al palazzo. Entrambi furono protagonisti della rivoluzione repubblicana del 1799 e, a causa delle loro azioni, subirono l&#8217;arresto e la persecuzione da parte della reazione borbonica. Nel corso dei secoli, la famiglia ha avuto un ruolo centrale nella vita della città, realizzando opere significative come la nuova sacrestia della Cattedrale, la Torre dell&#8217;orologio e le prime botteghe situate in piazza Castello.</p>
<p>Attualmente, Palazzo Baldassarre ospita un punto informativo relativo alla rete museale e ad altri siti e monumenti del territorio, nonché un percorso espositivo dedicato all’evoluzione biologica dell’uomo. Questo percorso esplora i fattori geologici e climatici che hanno influenzato il processo di ominazione, illustrando tempi, luoghi e modalità di evoluzione attraverso pannelli didattici e repliche di reperti paleoantropologici significativi. Un aspetto di particolare rilevanza è dato dal fossile di Altamura, uno dei reperti neandertaliani più affascinanti, che presenta i risultati degli studi interdisciplinari condotti fino a oggi. All&#8217;interno di questo spazio è esposta una riproduzione fisica in scala 1:1 della cosiddetta abside, la porzione della Grotta di Lamalunga che accoglie lo scheletro neandertaliano.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Museo Archeologico Nazionale di Altamura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Melissano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 11:01:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Terra di Bari]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;esposizione del Museo Archeologico Nazionale di Altamura rappresenta un affascinante viaggio attraverso le varie epoche storiche e culturali dei Peucezi, illustrando al contempo le loro interazioni con il territorio circostante e con le civiltà vicine. Le campagne di scavo intraprese a partire dal dopoguerra hanno rivelato un abitato di grande rilevanza storica, con reperti che &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/museo-archeologico-nazionale-di-altamura/"> <span class="screen-reader-text">Museo Archeologico Nazionale di Altamura</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esposizione del Museo Archeologico Nazionale di Altamura rappresenta un affascinante viaggio attraverso le varie epoche storiche e culturali dei Peucezi, illustrando al contempo le loro interazioni con il territorio circostante e con le civiltà vicine. Le campagne di scavo intraprese a partire dal dopoguerra hanno rivelato un abitato di grande rilevanza storica, con reperti che si estendono dall&#8217;età del Bronzo fino all&#8217;epoca ellenistica. Il percorso espositivo è sapientemente strutturato su due piani, iniziando al primo piano con un racconto che abbraccia le civiltà che si sono succedute nell&#8217;Alta Murgia, dalla Preistoria fino al Tardo Antico. Qui, il visitatore può ammirare materiali archeologici provenienti da insediamenti e necropoli locali. Un&#8217;attenzione particolare è attualmente riservata alla mostra intitolata &#8220;Preistoria del cibo&#8221;, che mira a sottolineare il forte legame con la tradizione agricola della regione.</p>
<p>Un&#8217;intera sezione del museo é dedicata all&#8217;<a href="https://www.amoredipuglia.it/luomo-di-altamura-quando-in-puglia-vivevano-i-neanderthal/">uomo di Altamura</a>, mentre tra i numerosi reperti di grande valore esposti nel museo, merita una menzione speciale il manico in osso lavorato, che si presume avesse la funzione di impugnatura per un pugnale, rinvenuto nel corredo di un individuo sepolto in una tomba a grotticella nei pressi di Casal Sabini, non lontano da Altamura. Altra opera di notevole pregio è il coperchio di una pisside apula a figure rosse, risalente alla seconda metà del IV secolo a.C. e attribuito alla rinomata bottega del <a href="https://www.amoredipuglia.it/il-pittore-di-dario-il-ceramografo-che-dava-i-titoli-alle-immagini/">Pittore di Dario</a>, uno dei ceramografi più illustri dell&#8217;epoca. Su di esso è rappresentata una scena che sembra ispirarsi alla tragedia &#8220;Ippolito&#8221; di Euripide, con Fedra protagonista, colta nel suo dolore per la morte di Ippolito.</p>
<p>In aggiunta, la ricca documentazione archeologica dell&#8217;epoca classica ed ellenistica non può prescindere dallo straordinario corredo della Tomba Agip, scoperta nel 1974. Questa tomba è caratterizzata da un&#8217;abbondante quantità di oggetti, tra cui numerosi vasi a figure rosse e un nucleo di vasi argentati, accompagnati da numerose statuine fittili raffiguranti divinità come Nike, Afrodite e Eros. Tra i reperti più significativi si distingue un grande cratere a volute monumentale, rinvenuto in frammenti e attribuito al Pittore di Dario, che illustra lo scontro tra Alessandro Magno e il re persiano Dario, avvenuto a Gaugamela nel 331 a.C. Infine, merita un posto di rilievo il pendente a forma di croce di epoca tardo-antica, un oggetto che testimonia l&#8217;influenza delle culture orientali nel periodo compreso tra il VI e il VII secolo d.C., anche in contesti rurali come quello di Belmonte, da cui proviene questo prezioso reperto.</p>
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		<title>L‘uomo di Altamura, quando in puglia vivevano i Neanderthal</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Melissano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 08:26:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tocchi]]></category>
		<category><![CDATA[Terra di Bari]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Uomo di Altamura è un rinomato ritrovamento paleoantropologico che riveste una grande importanza nel panorama della ricerca sull&#8217;evoluzione umana. Questo scheletro, appartenente alla specie Homo neanderthalensis, è stato scoperto il 7 ottobre 1993 all&#8217;interno della grotta di Lamalunga, situata nei pressi di Altamura, in Puglia. La datazione di questo esemplare colloca la sua esistenza tra &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/luomo-di-altamura-quando-in-puglia-vivevano-i-neanderthal/"> <span class="screen-reader-text">L‘uomo di Altamura, quando in puglia vivevano i Neanderthal</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Uomo di Altamura è un rinomato ritrovamento paleoantropologico che riveste una grande importanza nel panorama della ricerca sull&#8217;evoluzione umana. Questo scheletro, appartenente alla specie Homo neanderthalensis, è stato scoperto il 7 ottobre 1993 all&#8217;interno della grotta di Lamalunga, situata nei pressi di Altamura, in Puglia. La datazione di questo esemplare colloca la sua esistenza tra i 128.000 e i 187.000 anni fa, rendendolo uno dei reperti più significativi del suo genere.</p>
<p>La scoperta è avvenuta in modo fortuito grazie a un gruppo di speleologi del Club Alpino Italiano di Bari, che, invitati dal Centro Altamurano Ricerche Speleologiche, stavano esplorando la grotta. Durante un&#8217;escursione, uno degli speleologi, Lorenzo Di Liso, si è avventurato in un cunicolo particolarmente difficile e ha rinvenuto un giacimento osseo che si è rivelato essere un cranio umano.</p>
<p>Le prime analisi morfologiche condotte sul reperto suggerirono che potesse appartenere a una forma di pre-neandertaliano. Tuttavia, ricerche più recenti hanno confermato la sua classificazione come <em>Homo neanderthalensis</em>. La straordinaria conservazione dello scheletro, intrappolato in stalattiti e stalagmiti, ha contribuito a preservarlo in modo eccezionale, permettendo agli scienziati di studiarlo in dettaglio.</p>
<p>L&#8217;interesse suscitato da quest&#8217;eccezionale ritrovamento è amplificato dalla completezza dello scheletro e dalle sue peculiarità morfologiche, che offrono spunti preziosi per la comprensione della variabilità genetica delle popolazioni neandertaliane. Infatti, studi condotti nel corso degli anni hanno posizionato l&#8217;Uomo di Altamura all&#8217;interno di un contesto geografico di rilevante importanza, suggerendo che le popolazioni neandertaliane potessero essere suddivise in almeno tre gruppi a seconda della loro distribuzione in Europa e Asia.</p>
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		<title>Molfetta, città crogiolo di mare e di Maria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Melissano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 02:46:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi]]></category>
		<category><![CDATA[Terra di Bari]]></category>
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					<description><![CDATA[Molfetta è un comune della provincia di Bari, con una popolazione di circa 57.200 abitanti. La città è caratterizzata da un ricco patrimonio storico e culturale, nonché da un&#8217;importante vocazione marittima e agricola. La storia di Molfetta è affascinante e complessa, risalendo fino alla Preistoria, con testimonianze di insediamenti antichi che sono stati rinvenuti nella &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/molfetta-citta-crogiolo-di-mare-e-maria/"> <span class="screen-reader-text">Molfetta, città crogiolo di mare e di Maria</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Molfetta è un comune della provincia di Bari, con una popolazione di circa 57.200 abitanti. La città è caratterizzata da un ricco patrimonio storico e culturale, nonché da un&#8217;importante vocazione marittima e agricola.</p>
<p>La storia di Molfetta è affascinante e complessa, risalendo fino alla Preistoria, con testimonianze di insediamenti antichi che sono stati rinvenuti nella zona. La città ha vissuto sotto il dominio di diverse civiltà, dai Greci ai Romani, fino ai Bizantini e ai Normanni. Durante il Medioevo, Molfetta si è affermata come un importante punto di partenza per le Crociate, diventando un crocevia di scambi culturali e commerciali. Nel corso della sua lunga storia, ha sperimentato periodi di grande splendore e prosperità, alternati a momenti di crisi, come il famoso <a href="https://www.amoredipuglia.it/il-sacco-di-molfetta-fra-guerra-civile-franco-ispanica-e-di-classe/"><strong>Sacco di Molfetta</strong></a> del 1529 che ha rappresentato uno degli eventi più cruenti e drammatici della sua storia, un episodio che è rimasto profondamente impresso nella memoria collettiva dei molfettesi, nonostante siano trascorsi ormai cinquecento anni.</p>
<p>Molfetta è adornata da numerosi monumenti e luoghi di interesse che raccontano la sua storia. Tra i più significativi il Duomo di San Corrado, un magnifico esempio di architettura romanica pugliese.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-15205" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/images-4.jpeg" alt="images 4" width="436" height="310" title="Molfetta, città crogiolo di mare e di Maria 8" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/images-4.jpeg 266w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/images-4-18x12.jpeg 18w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/images-4-48x34.jpeg 48w" sizes="(max-width: 436px) 100vw, 436px" /></p>
<p>Un altro importante luogo di culto è la Basilica della Madonna dei Martiri, dedicato alla venerazione mariana. La sua costruzione ebbe inizio nel 1162, dando origine a un nucleo primitivo che corrisponde, nell&#8217;attuale configurazione dell&#8217;edificio, all&#8217;area occupata dall&#8217;altare maggiore. Tuttavia, l&#8217;aspetto attuale della basilica non è quello originario, poiché intorno al 1830 l&#8217;edificio sacro subì importanti modifiche strutturali e architettoniche.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15207" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/Unknown-14.jpeg" alt="Unknown 14" width="438" height="291" title="Molfetta, città crogiolo di mare e di Maria 9" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/Unknown-14.jpeg 275w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/Unknown-14-18x12.jpeg 18w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/Unknown-14-48x32.jpeg 48w" sizes="auto, (max-width: 438px) 100vw, 438px" /></p>
<p>Nel 1987, la chiesa è stata proclamata basilica minore, riconoscendo il suo valore spirituale e culturale. All&#8217;interno della basilica si possono ammirare numerose opere d&#8217;arte, tra cui un&#8217;immagine venerata della Madonna dei Martiri, che fu portata dai Crociati nel 1188. Questa immagine è particolarmente significativa per la comunità molfettese, specialmente per i marinai, che la considerano un simbolo di protezione e devozione. Tra le altre opere artistiche custodite all&#8217;interno della chiesa c&#8217;è la Madonna del Rosario, risalente al 1574 e attribuita al pittore Michele Damasceno, insieme a dipinti che rappresentano la Visitazione della Beata Vergine Maria, la Morte di San Giuseppe, l&#8217;Adorazione dei Magi e una statua lignea di Maria Santissima dei Martiri, realizzata nel 1840.</p>
<p>Un elemento affascinante della basilica è la cripta situata a destra dell&#8217;altare maggiore. Per accedervi, è necessario scendere alcuni ripidi gradini in pietra. All&#8217;interno della cripta si trova una replica fedele del Santo Sepolcro, realizzata a spese del notaio molfettese Francesco Lepore, il quale, si narra, portò 62 pietre dalla Terra Santa per la sua costruzione. Queste pietre conferiscono un significato particolare alla cripta, rendendola un luogo di profonda spiritualità.</p>
<p>Un&#8217;altra meraviglia naturale e archeologica è il Pulo di Molfetta, una dolina carsica che ospita reperti risalenti al Neolitico ad appena 1 chilometro dal centro urbano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15208" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/pulo_molfetta1-1024x683.jpeg" alt="pulo molfetta1" width="428" height="285" title="Molfetta, città crogiolo di mare e di Maria 10" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/pulo_molfetta1-1024x683.jpeg 1024w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/pulo_molfetta1-300x200.jpeg 300w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/pulo_molfetta1-768x512.jpeg 768w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/pulo_molfetta1-18x12.jpeg 18w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/pulo_molfetta1-600x400.jpeg 600w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/pulo_molfetta1-48x32.jpeg 48w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2025/02/pulo_molfetta1.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px" /></p>
<p>La vita sociale di Molfetta è profondamente intrecciata con le sue tradizioni religiose e culturali. Durante l&#8217;anno, la comunità partecipa a diverse celebrazioni, tra cui le processioni pasquali e la festa patronale della Madonna dei Martiri, che riunisce i fedeli in un&#8217;atmosfera di grande fervore.</p>
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