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	<title>Suoni &#8211; Amore Di Puglia</title>
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	<title>Suoni &#8211; Amore Di Puglia</title>
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		<title>Girolamo Melcarne, il musicista fra il sacro e il profano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Melissano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 09:55:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Percorsi]]></category>
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					<description><![CDATA[Girolamo Melcarne, noto anche come Girolamo Montesardo, nacque intorno al 1580 ad Alessano, in Terra d’Otranto. La sua formazione musicale non è documentata, ma iniziò la sua carriera come organista a Roma nel 1603. Dopo brevi incarichi a Bologna e Fano, Melcarne si stabilì a Firenze, dove pubblicò importanti opere musicali, tra cui &#8220;Nuova inventione &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/girolamo-melcarne-il-musicista-fra-ill-sacro-e-il-profani/"> <span class="screen-reader-text">Girolamo Melcarne, il musicista fra il sacro e il profano</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Girolamo Melcarne, noto anche come Girolamo Montesardo, nacque intorno al 1580 ad <a href="https://www.amoredipuglia.it/montesardo-storia-millenaria-di-un-borgo-inespugnabile/">Alessano, in Terra d’Otranto</a>. La sua formazione musicale non è documentata, ma iniziò la sua carriera come organista a Roma nel 1603. Dopo brevi incarichi a Bologna e Fano, Melcarne si stabilì a Firenze, dove pubblicò importanti opere musicali, tra cui &#8220;Nuova inventione d’intavolatura&#8221; nel 1606, che rappresenta un significativo passo avanti nella musica strumentale, introducendo per la prima volta l&#8217;intavolatura alfabetica per chitarra.</p>
<p>Nel 1608, Melcarne pubblicò &#8220;L’allegre notti di Fiorenza&#8221;, un&#8217;opera che riflette la vivace vita musicale fiorentina e le nuove tendenze monodiche. Nel 1611 si trasferì a Napoli, dove pubblicò &#8220;I lieti giorni di Napoli&#8221;, cercando di diffondere il nuovo stile musicale appreso a Firenze.</p>
<p>Dopo una serie di successi, Melcarne tornò probabilmente in Puglia e continuò a comporre musica sacra e profana. La sua opera ha avuto un impatto significativo nello sviluppo della musica strumentale italiana del Seicento e ha influenzato la tradizione musicale nel contesto europeo.</p>
<p>La sua eredità è testimoniata anche da contemporanei come Girolamo Cicala, che lo ricordò nei suoi scritti. Tra le sue opere si annoverano anche raccolte di mottetti e madrigali, alcuni dei quali sono andati perduti.</p>
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		<title>Carmelo Bene, il genio truccato da provocatore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2023 21:01:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[Campi Salentina]]></category>
		<category><![CDATA[Carmelo Bene]]></category>
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					<description><![CDATA[Carmelo Bene nasce “nel Sud del Sud dei Santi”, come egli stesso ebbe modo di scrivere, a Campi Salentina, in provincia di Lecce, nel 1937. A vent&#8217;anni, dopo gli studi classici, approda all&#8217;Accademia di Arte Drammatica Silvio D&#8217;Amico, che abbandona già nel 1959 per debuttare come attore protagonista nel Caligola di Albert Camus, per la &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/carmelo-bene-il-genio-truccato-da-provocatore/"> <span class="screen-reader-text">Carmelo Bene, il genio truccato da provocatore</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Carmelo Bene nasce “nel Sud del Sud dei Santi”, come egli stesso ebbe modo di scrivere, a <a href="/?p=3702">Campi Salentina</a>, in provincia di Lecce, nel 1937. A vent&#8217;anni, dopo gli studi classici, approda all&#8217;Accademia di Arte Drammatica Silvio D&#8217;Amico, che abbandona già nel 1959 per debuttare come attore protagonista nel Caligola di Albert Camus, per la regia di Alberto Ruggero.</p>
<p>Da allora l&#8217;attività di Carmelo Bene non conosce soste: 33 spettacoli teatrali, 5 film e altrettanti cortometraggi, una dozzina di libri tra prosa e saggistica, e poi decine di programmi radiofonici e televisivi. Bene costruisce e rivendica in questi anni un rapporto originale e al tempo stesso di continuità con le avanguardie storiche e artistiche del ‘900, da una parte, e con il teatro elisabettiano, dall&#8217;altra. Si autodefinisce “macchina attoriale” e si impone come autore capace di rinnovare il linguaggio con cui si confronta. Lo fa prima con i classici, che ribalta ed esalta al contempo sulle scene, da Pinocchio, ad Amleto, a Salomè; poi con il cinema, che lo aveva visto esordire nell&#8217;Edipo re di Pier Paolo Pasolini, nel 1967. L’anno dopo, il suo romanzo più celebre e controverso, “Nostra signora dei Turchi”, diventa un film che vince il premio speciale della giuria a Venezia, ma fa anche incetta di critiche. La sua figura inizia ad essere sempre più spesso ammantata del ruolo del provocatore, stigmate che Bene utilizza saggiamente e maliziosamente a proprio vantaggio rivendicando per sé sempre più spazio nei salotti televisivi e sulle pagine dei giornali, fino ad espandere molto più in là dei confini nazionali l&#8217;eco del suo genio.</p>
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		<title>Canti natalizi pugliesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Melissano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2023 09:09:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Terra di Bari]]></category>
		<category><![CDATA[Toritto]]></category>
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					<description><![CDATA[La Notte dei fornai, fra il 23 ed il 24 dicembre, a Toritto, vede musicanti e cantori intonare stornelli dialettali e canti natalizi al suono di chitarre, fisarmoniche, violini e tamburelli. Le origini di questa tradizione risalgono ai primi del ‘900, quando la “questua dei fornai” divenne un’esibizione musicale. I garzoni dei forni locali dell’epoca &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/canti-natalizi-pugliesi/"> <span class="screen-reader-text">Canti natalizi pugliesi</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La<em><strong> Notte dei fornai</strong></em>, fra il 23 ed il 24 dicembre, a Toritto, vede musicanti e cantori intonare stornelli dialettali e canti natalizi al suono di chitarre, fisarmoniche, violini e tamburelli.</p>
<p>Le origini di questa tradizione risalgono ai primi del ‘900, quando la “questua dei fornai” divenne un’esibizione musicale. I garzoni dei forni locali dell’epoca chiedevano con un caratteristico “grido” alle donne torittesi di portare pani e dolci natalizi a cuocere ed invocando il “Santissimo Sacramento” per le famiglie povere.</p>
<p>La pratica era dovuta alla diffusa povertà di quegli anni. Il passaggio da <em>grida</em> a canti natalizi segna la nascita della “Notte dei Fornai”. I fornai delle origini, col tempo, divennero musicisti e cantori organizzati in compagnie (Compagnia Lisi, Maselli, Regina), che iniziarono a tramandare di generazione in generazione il repertorio musicale e la stessa tradizione.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10351 size-large" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/notte-dei-fornai-1024x683.jpg" alt="notte dei fornai" width="640" height="427" title="Canti natalizi pugliesi 2" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/notte-dei-fornai-1024x683.jpg 1024w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/notte-dei-fornai-300x200.jpg 300w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/notte-dei-fornai-768x512.jpg 768w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/notte-dei-fornai-1536x1024.jpg 1536w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/notte-dei-fornai-600x400.jpg 600w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/notte-dei-fornai-48x32.jpg 48w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/notte-dei-fornai.jpg 1920w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>I <em><strong>Canti della Strina</strong></em> sono canti rituali di questua appartenenti al ciclo dei canti relativi al periodo di Natale/Epifania. In questo lasso di tempo relativamente tranquillo per il lavoro nei campi, alcuni contadini, nel Salento, si riunivano in gruppi, quasi sempre di cinque, e andavano di masseria in masseria, di paese in paese, a cantare nei pressi delle case signorili e padronali la nascita di Gesù e l&#8217;arrivo dei Re Magi con i doni: la <em>strina</em> quindi, la strenna.</p>
<p>La strina era eseguita generalmente da una o due persone accompagnate da un&#8217;orchestrina di strumenti: organetto, cupa-cupa (specie di putipù napoletano a Corigliano d&#8217;Otranto chiamato anche zampogna), violino a sonagli, tamburello e triangolo.</p>
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		<title>Aradeo, l&#8217;altare consacrato all&#8217;arte e alla musica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2023 14:20:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi]]></category>
		<category><![CDATA[Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[Aradeo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il centro di origine greco-bizantina, ebbe origine nel IX secolo. Successivamente fu soggetto al dominio romano. Dopo il dominio di Tancredi di Lecce, il normanno, Aradeo fu concessa in feudo alla famiglia Montefusco, dai quale passò dapprima agli Orsini del Balzo e poi al monastero di Santa Caterina d&#8217;Alessandria di Galatina. Il nome Aradeo deriverebbe &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/aradeo-laltare-consacrato-allarte-e-alla-musica/"> <span class="screen-reader-text">Aradeo, l&#8217;altare consacrato all&#8217;arte e alla musica</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il centro di origine greco-bizantina, ebbe origine nel IX secolo. Successivamente fu soggetto al dominio romano. Dopo il dominio di Tancredi di Lecce, il normanno, Aradeo fu concessa in feudo alla famiglia Montefusco, dai quale passò dapprima agli Orsini del Balzo e poi al monastero di Santa Caterina d&#8217;Alessandria di Galatina.</p>
<p>Il nome Aradeo deriverebbe secondo lo storico Giacomo Arditi dai termini latini <em>ara, arae</em> ovvero &#8220;altare&#8221; e <em>Dei</em> che significa &#8220;di Dio&#8221;. Studi più recenti, ad opera del prof. Gino Pisanò, fanno derivare il nome dal greco <em>charadreon</em> che significa &#8220;luogo solcato da torrenti&#8221;. Quest&#8217;ultima ipotesi è avvalorata dalla presenza di numerosi torrenti sotterranei dovuti alla carsicità del terreno.</p>
<p>Fra il XIII e il XIV secolo d.C. fu sede di una importante scuola filosofica, impegnata in un’intensa attività di copiatura e commento dei testi aristotelici, sorta attorno al poeta Droso di Aradeo. Ma Aradeo non ha mai smesso di seminare arte e cultura in terra di Puglia. Solo nel Novecento sono nati o cresciuti qui musicisti come Pino Zimba, gli Après la Classe, Emma Marrone, Romeus, Gabriele Blandini; gruppi teatrali come la compagnia dei Cantieri Koreja, ballerini come Antonio Carallo, che ha lavorato per anni con Pina Bausch, cineasti come Giovanni Minerba, direttore del GLBT film festival di Torino. Anche Domenico Modugno, a cui è dedicato il teatro comunale, passò ad Aradeo la sua giovinezza.</p>
<p>Tra l’arte architettonica-monumentale, degna di nota è la Chiesa dell’Annunziata, edificata nel 1450 e successivamente rimaneggiata, dotata di un altare maggiore in stile barocco adorno di colonne tortili (cioè attorcigliate in spire lungo l’asse verticale). Pregevole anche il palazzo baronale de le <em>Tre Masserie</em>, del XVI secolo, nelle cui vicinanze svetta una colonna votiva dedicata a San Giovanni Battista eretta tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo.</p>
<p>Da non perdere i riti legati al Carnevale e la festa dedicata alla SS. Annunziata, il 30 marzo. Inoltre, la seconda domenica di maggio si volge la tradizionale fiera del bestiame per celebrare la festa del protettore di Aradeo, San Nicola, e in serata la caratteristica processione del Santo su una barca in cartapesta per ricordare il suo tragitto da Myra a Bari. Infine, il 16 e il 17 agosto, ogni anno, si tiene la festa di San Rocco, in onore del quale le strade e le corti si tingono d’oro con le tipiche luminarie e si balla al ritmo della pizzica.</p>
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		<title>Alba dei Popoli, a Otranto la prima alba d&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Melissano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 10:59:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[otranto]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Alba dei Popoli è da molti anni una manifestazione che richiama turisti da ogni parte d&#8217;Italia, desiderosi di salutare e inaugurare per primi il nuovo anno. Non serve girare il mondo in aereo per sintonizzarsi sui fusi orari che per primi inaugurano l&#8217;anno. Con una buona dose di nazionalismo, si può restare in Italia, e &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/alba-dei-popoli-la-prima-alba-ditalia/"> <span class="screen-reader-text">Alba dei Popoli, a Otranto la prima alba d&#8217;Italia</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Alba dei Popoli è da molti anni una manifestazione che richiama turisti da ogni parte d&#8217;Italia, desiderosi di salutare e inaugurare per primi il nuovo anno. Non serve girare il mondo in aereo per sintonizzarsi sui fusi orari che per primi inaugurano l&#8217;anno. Con una buona dose di nazionalismo, si può restare in Italia, e scegliere il punto più a Est dello Stivale, Otranto, dove il sole sorge qualche minuto (o secondo) prima che altrove.</p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Ancora al buio, assonnati, infreddoliti, ma con i cuori caldi di aspettativa e madidi di speranza, giovani, coppie, famiglie e bambini si ritrovano al faro di Punta Palascia.</strong></h3>
<p>La cittadina del Salento, ponte culturale fra Oriente e Occidente, adagiata sul lembo di costa più a Est di tutta la penisola, è la prima a dare il benvenuto al nuovo anno.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-10172 size-large" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019-1024x683.jpg" alt="alba dei popoli 2019" width="640" height="427" title="Alba dei Popoli, a Otranto la prima alba d&#039;Italia 6" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019-1024x683.jpg 1024w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019-300x200.jpg 300w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019-768x512.jpg 768w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019-1536x1024.jpg 1536w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019-600x400.jpg 600w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019-48x32.jpg 48w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019.jpg 1920w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Una notte di emozioni immersi nell&#8217;arte, nella musica e nella cultura.</p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>In effetti, l&#8217;alba dei popoli presso il faro di punta Palascia, precede di poche ore il Capodanno dei Popoli, che si svolge sempre ad Otranto, ma a ridosso del centro storico, presso il Largo di Porta Alfonsina</strong></h3>
<p>I festeggiamenti abbracciano un periodo piuttosto ampio: un mese intero di spettacoli e manifestazioni che diventa sempre più fitto nei giorni precedenti al nuovo anno.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-10166 size-large" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-23-1-1024x683.jpg" alt="alba dei popoli 23 1" width="640" height="427" title="Alba dei Popoli, a Otranto la prima alba d&#039;Italia 7" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-23-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-23-1-300x200.jpg 300w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-23-1-768x512.jpg 768w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-23-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-23-1-600x400.jpg 600w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-23-1-48x32.jpg 48w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-23-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>La rassegna, curata nel dettaglio, offre sempre spunti interessanti. Il programma è ogni anno più ricco. Aperture straordinarie di musei e teatri che ospitano esibizioni di musica classica e tradizionale, interviste a rappresentanti istituzionali di altre culture del Mediterraneo, spettacoli pensati per i più piccoli, esposizione di opere di artigianato create da artisti locali, proiezioni cinematografiche.</p>
<p>Per divertire anche i più esigenti è prevista l&#8217;organizzazione di Escape Room a tema.</p>
<p>Non mancano spazi rilassanti in cui ci si può immergere in piacevoli letture, comodamente adagiati su grandi cuscini, cullati da buona musica mentre si sorseggia una gustosa tisana calda.</p>
<p>Gli ospiti musicali sono scelti tra i personaggi di spicco del panorama italiano e internazionale: Alex Britti, Franco Battiato, Gli Stadio, Goran Bregovic, Antonello Venditti, Fiorella Mannoia, Tiromancino, sono solo alcuni dei nomi che hanno preso parte ai festeggiamenti negli ultimi anni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10178 size-large" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019-2_1-1024x683.jpg" alt="alba dei popoli 2019 2 1" width="640" height="427" title="Alba dei Popoli, a Otranto la prima alba d&#039;Italia 8" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019-2_1-1024x683.jpg 1024w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019-2_1-300x200.jpg 300w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019-2_1-768x512.jpg 768w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019-2_1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019-2_1-600x400.jpg 600w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019-2_1-48x32.jpg 48w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/alba-dei-popoli-2019-2_1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
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		<title>Gustavo Gallo, il tenore che ha portato Nardò e il Salento nel mondo portandoli nel cuore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Laggetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 14:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[nardò]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
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					<description><![CDATA[Gustavo Gallo, a detta di molti la voce più interessante del Salento, dopo il notissimo Tito Schipa, nasce a Nardò, in provincia di Lecce, nel 1904, e fin da giovanissimo si fa notare per uno straordinario talento vocale. Studia violino al paese natio col maestro Schirosi, il quale scopre in lui una frizzante voce tenorile. &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/gustavo-gallo-il-tenore-che-ha-portato-nardo-e-il-salento-nel-mondo-portandoli-nel-cuore/"> <span class="screen-reader-text">Gustavo Gallo, il tenore che ha portato Nardò e il Salento nel mondo portandoli nel cuore</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gustavo Gallo, a detta di molti la voce più interessante del Salento, dopo il notissimo Tito Schipa, nasce a Nardò, in provincia di Lecce, nel 1904, e fin da giovanissimo si fa notare per uno straordinario talento vocale. Studia violino al paese natio col maestro Schirosi, il quale scopre in lui una frizzante voce tenorile. Viene quindi ammesso alla scuola Cantorum ed in breve tempo diviene il tenore solista. Il maestro Oliva di Lecce lo invita prontamente a cantare alla Chiesa dei Teatini. È l’inizio di un fortunato tour per le principali chiese della provincia.</p>
<p>A 18 anni si arruola nell’Arma dei Carabinieri. Nella Legione Allievi Carabinieri incontra la moglie del suo colonnello, grande appassionata di lirica, la quale rimane colpita dal suo canto durante la festa dell’Arma, al Circolo Ufficiali, e si prodiga affinché Gustavo abbia un&#8217;audizione al Conservatorio di S. Cecilia a Roma. Frequenta per tre anni il prestigioso Conservatorio e quando, per esigenze di servizio, è costretto ad abbandonarlo, il maestro Pio di Pietro decide di continuare a dargli lezioni senza alcun compenso. Nel 1932 il Ministero della Pubblica Istruzione bandisce un Concorso Nazionale per giovani cantanti e Gustavo Gallo viene scelto come unica voce di tenore ed ammesso ad un corso di tre anni presso il Teatro Reale dell’Opera di Roma.</p>
<p>La sua prima scrittura è del 1934, dalla Fenice di Venezia dove debutta in “Orfeide” di G. Malipiero sotto la direzione di Nino Sonzogno. Nello stesso anno viene scritturato dal maestro Edoardo Vitale per la stagione del &#8220;Carro di Tespi&#8221;.</p>
<p>La notorietà di Gallo cresce rapidamente nel mondo della lirica italiana: il tenore neretino inizia a viaggiare da un teatro all&#8217;altro in compagnia dei grandi dell&#8217;opera lirica italiana come la soprano Toti dal Monte e il baritono Tito Gobbi con i quali crea un cast affiatato. Viene scritturato dal Teatro San Carlo di Napoli per la “Boheme” e poi per la “Traviata”. Nel 1938 debutta alla Scala di Milano con “Madame Butterfly” e la “Traviata” diretta dal maestro Gino Marinuzzi. Nel 1940 si esibisce a lungo nel teatro londinese &#8220;Covent Garden&#8221; insieme alla celeberrima soprano Maria Caniglia e al baritono Tibet del &#8220;Metropolitan&#8221; di New York raccogliendo un successo senza precedenti.</p>
<p>Ritornato in Italia per lo scoppio della seconda guerra mondiale prende residenza a Firenze, dove presto diviene il protagonista di molte edizioni del Maggio Musicale Fiorentino: fra le esibizioni più importanti i “Lombardi” di G. Verdi, sotto la direzione di Tullio Serafin, e “Missa Sorennis” di Beethowen, sotto la direzione del maestro Victor De Sabata. Nel capoluogo toscano conosce la ragazza che avrebbe sposato e dalla quale avrebbe avuto i suoi due figli.<br />
Finita la guerra Gallo torna al Covent Garden di Londra per inaugurare la stagione lirica con la “Traviata”, insieme a Carosio e Tagliabue, per il direttore Franco Capuana. Si esibisce per tre stagioni al Teatro Liceum di Barcellona con le opere “Traviata”, “Faust”, “Mefistofele”, sotto la direzione di Angelo Questa. In Brasile canta alle Temporade di Rio de Janeiro e a S. Paulo. Rientrato in Italia continua a raccogliere applausi in tutti i teatri dello stivale fino al 1953, anno in cui, al Teatro la Scala di Milano, con l’opera “Mosè”, diretta dal maestro Capuana, si ritira dalle scene.</p>
<p>Il grande tenore non ha mai smarrito per tutta la sua vita e in barba alla vertiginosa velocità della sua brillante carriera il contatto con la sua terra d&#8217;origine, tornandovi con regolarità ogni qual volta la sua attività lo consentiva e conservando intatto l&#8217;amore per i luoghi e le tradizioni del paese che lo ha visto, tra l&#8217;altro, organizzare con i suoi colleghi di tante esibizioni, Maria Caniglia e Tito Gobbi, il 17 febbraio 1945, nel <a href="/?p=7318">Teatro Comunale di Nardò</a>, una serata di beneficenza per recuperare i fondi necessari al restauro del monastero dei Cappuccini che versava in condizioni di disfacimento. Gallo si esibisce l&#8217;ultima volta nella sua città natale nel 1954 nella &#8220;Resurrezione di Cristo&#8221; di Lorenzo Perosi rappresentata nella Cattedrale con la partecipazione del Coro e dell&#8217;Orchestra di Santa Cecilia. Si spegne a Firenze il 13 maggio del 1992, lasciando per un attimo un paese, Nardò, e molte grandi città d’Italia e del mondo senza voce.</p>
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		<title>Antonio Verri, il poeta che fece della cultura una militanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Laggetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 14:38:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[caprarica]]></category>
		<category><![CDATA[Poeti di Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
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					<description><![CDATA[Antonio Leonardo Verri, nato a Caprarica il 22 febbraio 1949, è stato un romanziere, poeta, giornalista ed editore italiano nonché prezioso operatore culturale e principale animatore del dibattito letterario degli anni Ottanta dell&#8217;Avanguardia meridionale. È stato sovente collocato dalla critica locale tra i cosiddetti &#8220;poeti maledetti salentini&#8221;, insieme all’amico Salvatore Toma del quale Verri fu &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/antonio-verri-il-poeta-che-fece-della-cultura-militanza/"> <span class="screen-reader-text">Antonio Verri, il poeta che fece della cultura una militanza</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Antonio Leonardo Verri, nato a <a href="/?p=9324">Caprarica</a> il 22 febbraio 1949, è stato un romanziere, poeta, giornalista ed editore italiano nonché prezioso operatore culturale e principale animatore del dibattito letterario degli anni Ottanta dell&#8217;Avanguardia meridionale. È stato sovente collocato dalla critica locale tra i cosiddetti &#8220;poeti maledetti salentini&#8221;, insieme all’amico <a href="/?p=7140">Salvatore Toma</a> del quale Verri fu un indispensabile promotore.</p>
<p>Dal ‘77 al ‘93 ha fondato e diretto le riviste “Caffè Greco”, “Pensionante de’ Saraceni”, “Quotidiano dei Poeti”. Ha collaborato con “Sudpuglia” e curato la direzione di “On Board” e “Titivillus”, oltre che di numerose collane editoriali.<br />
Le sue opere più note in prosa e poesia sono: Il pane sotto la neve (1983), Il fabbricante d’armonia, Antonio Galateo (1985), La Betissa (1987) e il volume postumo Bucherer l’orologiaio (1995), tutte pubblicate dalla casa editrice salentina Kurumuny.</p>
<p>La sua indomita caparbia gli ha consentito di fare breccia perfino in un contesto difficile come quello del Salento degli anni ’80, terra arida di risorse e di promesse. Un’impresa memorabile fu quella che lo vide adoprarsi per distribuire quotidianamente e senza sosta per quasi due settimane di seguito il «Quotidiano dei poeti», composto di sola poesia e stampato a <a href="/?p=2587">Maglie</a>, presso la piccola Erreci edizioni di Pino Refolo, attraverso una rete di amici e militanti, in Puglia, Basilicata, Campania, Lazio, Umbria, Lombardia, Veneto e Trentino.</p>
<p>La lirica &#8220;Fate fogli di poesia, poeti&#8221;, il suo manifesto poetico, è considerata un inno alla militanza poetica ed ha ispirato e incoraggiato generazioni di giovani scrittori.</p>
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		<title>Focara di Novoli, il falò più grande del Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Melissano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 10:04:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[novoli]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni anno a Novoli nei giorni del 16, 17 e 18 gennaio, in onore di Sant&#8217;Antonio Abate, patrono del paese, si svolge la rituale festa del fuoco. Un evento davvero imperdibile che richiama, per la sua singolarità, migliaia di visitatori e pellegrini da ogni parte d&#8217;Italia. Probabilmente risale all&#8217;epoca bizantina la venerazione dei novolesi per &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/focara-di-novoli-il-falo-piu-grande-del-mediterraneo/"> <span class="screen-reader-text">Focara di Novoli, il falò più grande del Mediterraneo</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno a <a href="/?p=9462">Novoli</a> nei giorni del 16, 17 e 18 gennaio, in onore di Sant&#8217;Antonio Abate, patrono del paese, si svolge la rituale <strong>festa del fuoco</strong>. Un evento davvero imperdibile che richiama, per la sua singolarità, migliaia di visitatori e pellegrini da ogni parte d&#8217;Italia.</p>
<p>Probabilmente risale all&#8217;epoca bizantina la venerazione dei novolesi per Sant&#8217;Antonio, il santo del fuoco.</p>
<div></div>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9946 size-large" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-pro-2-1024x683.jpg" alt="novoli pro 2" width="640" height="427" title="Focara di Novoli, il falò più grande del Mediterraneo 13" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-pro-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-pro-2-300x200.jpg 300w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-pro-2-768x512.jpg 768w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-pro-2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-pro-2-600x400.jpg 600w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-pro-2-48x32.jpg 48w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-pro-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Ufficialmente Sant&#8217;Antonio Abate diviene protettore di Novoli nel 1664 (vescovo dell&#8217;epoca mons. Luigi Pappacoda).</p>
<p>Sant&#8217;Antonio è anche detto Santo del porcello, o più esattamente degli animali, perché la cultura popolare gli ha attribuito la facoltà di proteggere tutti gli animali da cortile e da stalla.</p>
<div></div>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9985 size-large" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/sant-antonio-1024x683.jpg" alt="sant antonio" width="640" height="427" title="Focara di Novoli, il falò più grande del Mediterraneo 14" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/sant-antonio-1024x683.jpg 1024w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/sant-antonio-300x200.jpg 300w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/sant-antonio-768x512.jpg 768w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/sant-antonio-1536x1024.jpg 1536w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/sant-antonio-600x400.jpg 600w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/sant-antonio-48x32.jpg 48w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/sant-antonio.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Con il tempo è cambiata la forma della monumentale pira, di anno in anno sempre più alta e imponente. Tuttavia, ciò che è rimasto intatto dal medioevo ai giorni nostri, è l&#8217;aspetto ancestrale del rito.</p>
<p>Una devozione che segue i passi del santo, in una processione silenziosa ed austera, che si conclude a ridosso della maestosa pira.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9979 size-large" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/foc-1024x683.jpg" alt="foc" width="640" height="427" title="Focara di Novoli, il falò più grande del Mediterraneo 15" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/foc-1024x683.jpg 1024w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/foc-300x200.jpg 300w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/foc-768x512.jpg 768w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/foc-1536x1024.jpg 1536w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/foc-600x400.jpg 600w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/foc-48x32.jpg 48w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/foc.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Ogni anno, il 16 gennaio, in concomitanza con l&#8217;accensione del fuoco, si addensano diversi eventi. La processione per le vie di Novoli, le manifestazioni culturali attorno al teatro della città, e i concerti e la musica fino a sera tardi.</p>
<p>Una notte illuminata dal grande falò che irradia calore su un&#8217;intera piazza.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10127 size-large" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-focara-4-1024x683.jpg" alt="novoli focara 4" width="640" height="427" title="Focara di Novoli, il falò più grande del Mediterraneo 16" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-focara-4-1024x683.jpg 1024w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-focara-4-300x200.jpg 300w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-focara-4-768x512.jpg 768w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-focara-4-1536x1024.jpg 1536w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-focara-4-600x400.jpg 600w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-focara-4-48x32.jpg 48w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2023/01/novoli-focara-4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Festa del Fuoco di Zollino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Melissano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 16:13:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Suoni]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni anno, da oltre 40 anni, a Zollino il 28 dicembre si ripete la tradizionale Festa del Fuoco. Si tratta di una gioiosa festa nel cuore dell&#8217;Inverno. Infatti, il grande falò sarebbe la riproduzione di un sole artificiale, che ha l&#8217;obiettivo arcaico di scaldare il freddo della stagione invernale. Ogni anno si possono gustare i &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/festa-del-fuoco-di-zollino/"> <span class="screen-reader-text">Festa del Fuoco di Zollino</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno, da oltre 40 anni, a Zollino il 28 dicembre si ripete la tradizionale Festa del Fuoco. Si tratta di una gioiosa festa nel cuore dell&#8217;Inverno. Infatti, il grande falò sarebbe la riproduzione di un sole artificiale, che ha l&#8217;obiettivo arcaico di scaldare il freddo della stagione invernale.</p>
<p>Ogni anno si possono gustare i tanti cibi tipici della tradizione grika, come la famosa <em>Sceblasti</em>, ovvero la puccia in versione zollinese. Si tratta di pane lievitato e cotto all&#8217;istante.</p>
<p>I tamburellisti e i canti che accompagnano la zampillio delle scintille, e i passi di danza che si mescolano al crepitio del fuoco, rendono l&#8217;atmosfera ancora più calda. Le ronde spontanee ed i liberi giocolieri rendono l&#8217;evento unico e imperdibile.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9343 size-large" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/erika10-1024x683.jpg" alt="erika10" width="640" height="427" title="Festa del Fuoco di Zollino 20" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/erika10-1024x683.jpg 1024w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/erika10-300x200.jpg 300w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/erika10-768x512.jpg 768w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/erika10-1536x1024.jpg 1536w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/erika10-600x400.jpg 600w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/erika10-48x32.jpg 48w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/erika10.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9911 size-large" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-fuoco3-copia-1024x683.jpg" alt="festa fuoco3 copia" width="640" height="427" title="Festa del Fuoco di Zollino 21" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-fuoco3-copia-1024x683.jpg 1024w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-fuoco3-copia-300x200.jpg 300w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-fuoco3-copia-768x512.jpg 768w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-fuoco3-copia-1536x1024.jpg 1536w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-fuoco3-copia-600x400.jpg 600w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-fuoco3-copia-48x32.jpg 48w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-fuoco3-copia.jpg 1872w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Il progetto originario, pienamente riuscito, era il recupero delle tradizionali focare di S.Antonio, in crisi negli anni &#8217;70, anticipandole dal 17 gennaio al 28 dicembre.</p>
<p>L&#8217;idea di Giovanni Pellegrino, ideatore della festa, era quella di avvicinare la tradizionale Focara di Sant&#8217;Antonio, in un periodo dell&#8217;anno che storicamente vedeva la presenza dei tanti migranti sparsi per l&#8217;Italia ed il mondo.</p>
<p>Negli ultimi anni la festa si è arricchita di un elemento catartico che ricrea il simbolo dell&#8217;anno che sta per finire in un pittoresco fantoccio di cartapesta. Quest&#8217;ultimo viene ritualmente gravato delle stille di dispiacere dei zollinesi, e quindi bruciato.</p>
<p>Con il fuoco e la musica i dolori del vecchio anno, lasciano il posto ai desideri e alle speranze di quello che sta per entrare</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9348 size-large" src="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-te-lu-focu-2019-x6-1024x683.jpg" alt="festa te lu focu 2019 x6" width="640" height="427" title="Festa del Fuoco di Zollino 22" srcset="https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-te-lu-focu-2019-x6-1024x683.jpg 1024w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-te-lu-focu-2019-x6-300x200.jpg 300w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-te-lu-focu-2019-x6-768x512.jpg 768w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-te-lu-focu-2019-x6-1536x1024.jpg 1536w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-te-lu-focu-2019-x6-600x400.jpg 600w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-te-lu-focu-2019-x6-48x32.jpg 48w, https://www.amoredipuglia.it/wp-content/uploads/2022/12/festa-te-lu-focu-2019-x6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
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		<title>Salvatore Toma, il poeta maledetto salentino che cantava la natura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Laggetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 11:16:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
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					<description><![CDATA[Salvatore Toma nasce a Maglie l’11 maggio 1951, da una famiglia di coltivatori e fiorai. Il padre compone stornelli per proprio diletto e Toma respira sin da giovanissimo i ritmi e le cadenze delle canzoni del padre. Frequenta il ginnasio presso l’Istituto Capece di Maglie, ma per due anni di seguito rifiuta di presentarsi all’esame &#8230;<p class="read-more"> <a class=" thunk-readmore button " href="https://www.amoredipuglia.it/salvatore-toma-il-poeta-maledetto-salentino-che-cantava-la-natura/"> <span class="screen-reader-text">Salvatore Toma, il poeta maledetto salentino che cantava la natura</span>Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Salvatore Toma nasce a Maglie l’11 maggio 1951, da una famiglia di coltivatori e fiorai. <strong>Il padre compone stornelli per proprio diletto e Toma respira sin da giovanissimo i ritmi e le cadenze delle canzoni del padre.</strong></p>
<p>Frequenta il ginnasio presso l’Istituto Capece di Maglie, ma per due anni di seguito rifiuta di presentarsi all’esame di ammissione al liceo.</p>
<p>Solo nel 1971, accetta di sostenere l’esame di idoneità alla terza liceale e nel 1972 il consiglio di classe sente il bisogno di motivare così la sua ammissione agli esami di Stato: “Il giovane è molto dotato per l’attività poetica… ha alle spalle una carriera scolastica irregolare, in conseguenza della quale perdurano lacune nella preparazione di alcune materie”. Così formula il suo giudizio il docente di lettere classiche, Claudio Micolano: “Vive di sé, del suo mondo poetico; non ha mostrato interesse ai problemi della scuola”. Presiedeva il consiglio di classe il preside prof. Nicola De Donno.</p>
<p>Il 1971 è un anno molto importante per il poeta magliese. Dopo l’insuccesso della sua prima raccolta di liriche, <em>Poesie (Prime rondini)</em> , uscita l’anno prima, il Toma, tenace per natura, pubblica un secondo libretto di poesie, <em>Ad esempio una vacanza</em>, e lo dedica ad una psichiatra di Bolzano, Barbara Ritter, conosciuta tramite una rivista dell’epoca e della quale si è invaghito. Introduce questa sua seconda pubblicazione Roberto Muci, amico di Toma e neo-insegnante a Lecce. Proprio a Lecce, andando a seguire una delle prime lezioni tenute dall’amico Roberto, Salvatore conosce Paola Antonucci, la donna che sposerà e dalla quale avrà tre figli. <em>Ad esempio una vacanza</em> desta l’interesse di numerosi letterati salentini. Uno, fra questi, sorride sornione: si tratta di Nicola De Donno, che inizia a pensare di averci proprio visto bene.</p>
<p>Nel 1972, terminati gli studi, Toma inizia una breve parentesi universitaria. Si iscrive all’Università di Bologna, facoltà di Lettere e Filosofia, ma non completa il primo anno di studi. Quindi tenta senza successo di superare il provino all’Accademia di Arte drammatica di Roma. L’anno successivo ritorna a Maglie e apre un negozio di ornitologia ed articoli per animali. Animalista convinto, prende parte a numerose campagne contro la caccia e la vivisezione degli animali.</p>
<p>Nel 1977 pubblica <em>Poesie scelte</em>, una raccolta di poesie inedite scritte negli ultimi anni. Inizia a bere dopo la nascita del secondo figlio e continua a farlo per gran parte dei suoi anni, fino a raddoppiare e poi a triplicare quella che era sempre stata la sua corporatura minuta. Assieme alla corporatura di Toma aumenta, però, anche lo spessore della sua produzione poetica. Nel 1979 pubblica <em>Un anno in sospeso</em>, primo di tre volumi che la critica descriverà come i cardini della poetica <em>tomiana</em>. Appena due anni dopo, esce <em>Ancora un anno</em>, con un’introduzione di Donato Valli. Del 1983 è, invece, la silloge <em>Forse ci siamo</em>, pubblicata dal “Pensionante de’ Saraceni”, con la supervisione dell’amico Antonio Verri e l’introduzione di Oreste Macrì, che, concludendo il discorso iniziato tre anni prima nel saggio <em>Naturalismo fiabesco e selvaggio di Salvatore Toma</em>, apparso sul n° 63/64 della rivista “L’albero”, parla del Toma come di uno dei migliori poeti del Novecento europeo. È un periodo molto positivo per il Toma, che si scopre più fiducioso che mai nella grandezza della propria musa. È anche il periodo in cui il poeta magliese crede di più nella possibilità di ottenere un sostegno da qualcuno dei grandi nomi della letteratura italiana del tempo ed, a questi, invia un centinaio di lettere. Molte di queste non ricevono alcuna risposta; altre, invece, recano poche righe di freddi apprezzamenti. È il caso di Montale che, in una lettera dell’11 Aprile 1980, scrive, dopo aver ricevuto e letto il volume <em>Un anno in sospeso</em>, “il Suo libro mi sembra interessante e la ringrazio di avermelo fatto conoscere”. E, ancora, di Prezzolini che, con lettera del 15 Ottobre 1981, scrive, dopo aver visionato <em>Ancora un anno</em>: “non è il giudizio di un critico, ma di un lettore difficile: le sue poesie mi piacciono”.</p>
<p>Così, come spesso accade, ad una fase di splendore segue la più fitta oscurità. Toma è sempre più in balìa dell&#8217;alcool. In questo periodo inizia ad avere perfino delle allucinazioni. Con la nascita della figlia femmina sembra dare dei seri segnali di ripresa. Si ricovera a Bari e qui, per un mese, viene sottoposto a delle cure che sembrano sortire l&#8217;effetto sperato. Tuttavia la notte del 17 marzo 1987 viene portato di corsa all&#8217;ospedale di Gagliano del Capo dove di lì a poco, muore, a soli 35 anni. La notizia della sua morte viene data da Antonio Errico sul Quotidiano di Lecce con queste parole: &#8220;Si dice in giro che Salvatore Toma è morto. Non ci credete. È falso. Pensate solo che non è più su questa terra. Perché così lui vuole che si pensi e non possiamo fargli il torto di tradirlo, proprio adesso&#8221;. Sulla sua tomba, nel cimitero di Maglie, la famiglia fa incidere la data di nascita e, sotto il nome, il motto a lui caro “a great poet”.</p>
<p>Nel 1991, Maria Corti cura, per Einaudi, la pubblicazione de <em>Il Canzoniere della morte</em>, un’antologia di poesie edite ed inedite del poeta magliese. Il volume incontra subito il favore del pubblico ed entra, in poco tempo, nelle librerie di tutta Italia.</p>
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